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by j re crivello

Celentano abre los artículos de esta semana, me gusta este cantante de los años 60/70 y me gusta el italiano, al desayunar a las 7:30 lo escucho y bailo imaginando sus historias –j re

Todos hemos tenido ese momento de apartamiento de la vida en esos pueblos pequeños y el acceso a una gran ciudad —por citar, solo el 54% de los habitantes de Barcelona son nacidos allí. Y al marchar guardamos cajitas de memoria donde quedan amigos, amigas, viejas tías o abuelas o inclusive recorridos a pie o en bicicleta. Esos antiguos recordatorios de la memoria nos guían por la gran ciudad. Exprimen, destilan, autorizan nuestras decisiones futuras. Una parte –un porcentaje diremos en una expresión moderna, resurgen como voces que moderan o estimulan nuevas direcciones de nuestras vidas.

Celentano lo intuye en esta canción, nosotros asentimos cual coquetos ante las diferentes direcciones del alma.

 

Notas:

Il ragazzo della via Gluck – Adriano Celentano

 

Questa è la storia di uno di noi,

anche lui nato per caso in via Gluck,

in una casa, fuori città,

gente tranquilla, che lavorava.

Là dove c’era l’erba ora c’è una città,

e quella casa in mezzo al verde ormai,

dove sarà?

 

Questo ragazzo della via Gluck,

si divertiva a giocare con me,

ma un giorno disse: “Vado in città”

e lo diceva mentre piangeva,

io gli domando: “Amico,

non sei contento?

Vai finalmente a stare in città.

Là troverai le cose che non hai avuto qui,

potrai lavarti in casa senza andar giù nel cortile”.

 

“Mio caro amico” – disse – “qui sono nato,

e in questa strada ora lascio il mio cuore.

Ma come fai a non capire?

È una fortuna per voi che restate

a piedi nudi a giocare nei prati,

mentre là in centro respiro il cemento.

Ma verrà un giorno che ritornerò ancora qui

e sentirò l’amico treno che fischia così: wa wa!”

 

Passano gli anni, ma otto son lunghi,

però quel ragazzo ne ha fatta di strada,

ma non si scorda la sua prima casa,

ora coi soldi lui può comperarla

torna e non trova gli amici che aveva,

solo case su case, catrame e cemento.

 

Là dove c’era l’erba ora c’è una città,

e quella casa in mezzo al verde ormai

dove sarà.

 

Ehi, Ehi,

 

Celentano

L´emozione non ha voce

Uno strano tipo

Chi era lui?

 

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